[didascalia fornitore=”ansa”]Alexander Boettcher e Martina Levato[/didascalia]
“I figli non si tolgono nemmeno ai mafiosi perché ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato”. Con queste parole il Pg Francesca Ceriani della Cassazione ha chiesto che il figlio di Alexander Boettcher e Martina Levato, noti come la coppia dell’acido, venga dato in affidamento ai nonni materni, revocandogli l’adottabilità. Secondo il Pg, anche se i genitori “si sono resi responsabili di crimini raccapriccianti, dare in adozione il loro figlio equivarrebbe a una non consentita operazione di genetica familiare, come se il piccolo fosse nato con una macchia. I nonni materni sono idonei a crescerlo e ne hanno diritto”.
Il Procuratore nella sua requisitoria ha ricordato che “la legge contempla l’affidamento quando ci sono rapporti significativi e nel caso del figlio di Alexander Boettcher e Martina Levato occorre dare rilievo al fatto che i nonni materni hanno avuto con lui 46 incontri, senza mancare mai ad un appuntamento tutte le volte che era loro consentito, e chiaramente la significatività del rapporto deve essere calibrata rispetto al fatto che si tratta di un neonato”.
La coppia aveva avuto un figlio nel 2015, quando Martina Levato era già in carcere, condannata con il partner per gli attacchi con l’acido, ed era iniziato l’iter per l’adottabilità del piccolo, confermata in Appello. Se ora la Cassazione dovesse accogliere la tesi del Pg, il piccolo potrebbe essere dichiarato non più adottabile e potrebbe essere affidato ai nonni materni, ma non alla nonna paterna, la signora Patrizia Ravasi, che, con il figlio Boettcher ne aveva chiesto l’affido.
[npleggi id=”https://www.nanopress.it/cronaca/2016/03/01/martina-levato-e-alexander-boettcher-la-coppia-dell-acido-i-complici-e-le-vittime/107561/” testo=”Martina Levato e Alexander Boettcher: la coppia dell’acido e le loro vittime”]
Contrario invece il Comune di Milano che in Cassazione si è costituito come tutore del bambino e ha chiesto alla Suprema Corte di respingere la richiesta dei familiari del bimbo, nonni compresi, che vogliono ottenere l’affidamento del bambino e la revoca della dichiarazione di adottabilità.
“Rispettiamo le figure di questi nonni – ha detto il legale rappresentante del sindaco Giuseppe Sala – ma l’impegno che vogliono assumersi è sproporzionato alle loro forze, al divario di età, alla durata pesante della pena alla quale sono stati condannati i genitori del bambino che non potranno quindi subentrare presto ai nonni, e al fatto che le aggressioni con l’acido che hanno compiuto denotano un totale deficit di senso civico che può certo essere colmato, ma solo attraverso un processo lungo e dall’esito incerto”.