Il killer di Shinzo Abe ha rivelato il vero bersaglio del suo gesto. Secondo i media locali, l’attentato era destinato a un gruppo religioso collegato al politico giapponese.
Dai primi interrogatori a Tetsuya Yamagami sono emerse le motivazioni del gesto che hanno spinto il 41enne, ex militare, a compiere l’attentato nei confronti di Shinzo Abe. L’uomo avrebbe colpito per risentimento nei confronti un gruppo religioso, che si collegherebbe al politico ex Primo Ministro nipponico.
Un Giappone ancora sotto shock sta piangendo la morte di Shinzo Abe. Il primo ministro, in carica dal 2012 al 2020, e prima dal 2006 al 2007, il più longevo della storia del Paese, è stato assassinato a Nara lo scorso 8 luglio, ed è morto a causa delle ferite infertegli durante un comizio elettorale.
Il killer, 41 anni, Tetsuya Yamagami ha colpito alle spalle alle 11.30, utilizzando una pistola di legno e metallo camuffata. Subito dopo l’attentato si era detto “insoddisfatto”.
L’automobile con il feretro è arrivata in queste ore a Tokyo, alla residenza della famiglia, e a rendere omaggio tantissime personalità di spicco nipponiche, insieme a tanti esponenti del partito Liberal Democratico.
Al momento gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i fatti, tramite le deposizioni del presunto assassino. L’ex militare che ha sparato a Shino Abe, ferendolo gravemente e provocandone la morte, avrebbe deciso di scagliarsi contro il politico giapponese con una precisa motivazione.
L’uomo, immediatamente fermato dalla polizia dopo gli spari, ha fatto sapere di aver pianificato l’attentato. La motivazione, secondo quanto si apprende nelle ultime ore dai media locali, sarebbe stata quella di un risentimento verso una specifica organizzazione.
Gli inquirenti stanno conducendo i primi interrogatori insieme a Tetsuya Yamagami. L’uomo che ha premuto due volte il grilletto nelle scorse ore, provocando la morte del politico Shinzo Abe, ha fornito la sua versione dei fatti dopo essere stato arrestato.
Pare che il 41enne abbia colpito per colpire una specifica organizzazione. Entrando nel dettaglio, si apprende dai media locali, si tratterebbe di un’organizzazione religiosa. E’ quanto emerge dalle prime confessioni ottenute dalla polizia di Nara.
Pare che Yamagami avesse avuto l’intenzione di compiere un attentato contro il leader di un gruppo religioso, che lo stesso killer riteneva collegato a Shinzo Abe.
Secondo la testimonianza di Yamagami, la madre avrebbe avuto a che fare con tale organizzazione religiosa, con delle donazioni che avrebbe causato importanti problematiche economiche a tutta la famiglia.
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