Oggi giovedì 22 settembre, il ministro Lamorgese è giunta a Senigallia per visitare i territori colpiti dall’alluvione del 15 settembre.
Il ministro dell’interno Luciana Lamorgese, è giunta questa mattina alle 11 a Senigallia, recandosi presso la sede del COC, Centro operativo Comunale. Qui il ministro parteciperà ad una riunione con il sindaco Olivetti, il presendente della regione Marche Acquaroli e i responsabili della Protezione Civile, Vigili del Fuoco e dell’Amministrazione.
La visita del ministro Lamorgese e le ricerche dei dispersi
Il ministro Lamorgese, questa mattina, è giunta nei territori colpiti dall’alluvione del 15 settembre. La volontà è quella di accentuare le ricerche per coloro che risultano ancora dispersi, ossia Mattia, bambino di soli 8 anni e Brunella Chiù, donna di 56.
Le ricerche si stanno concentrando in particolare nella zona compresa tra Corinaldo e Trecastelli. Questo perché lungo quel tratto di fiume è stata ritrovata l’auto di Brunella Chiù su cui viaggiava quel terribile giorno.
In ogni caso le istituzioni hanno intenzione di intensificare maggiormente le ricerche con l’intento di venire a capo di questa situazione.
Proprio ieri al piccolo Mattia è stata dedicata una fiaccolata all’interno del suo paese, San Lorenzo in Campo. Fiaccolata che voleva simboleggiare la vicinanza della comunità alla famiglia e la speranza di ritrovare il piccolo.
Alluvione nelle Marche, continuano le indagini
Il 15 settembre la regione Marche, come ormai tutti sanno, è stata colpita da un pesante alluvione. Questo ha causato un’ingente quantità di danni, soprattutto in determinate zone. Tra dispersi e vittime attualmente i soccorsi stanno facendo il possibile per restaurare la situazione.
Attualmente infatti vi sono ben 11 vittime e due dispersi. Continuano intanto le indagini delle forze dell’ordine per capire cosa non ha funzionato, causando poi un disastro di tali dimensioni.
Proprio oggi i carabinieri hanno riscontrato che il sistema di registrazione delle chiamate di emergenza della Sala operativa unificata permanente (Soup) non funzionava. Era la protezione civile a gestire la Soup e il compito era quello di registrare tutte le chiamate che gli operatori ricevevano.
Dunque una sorta di scatola nera che però, non funzionava ormai dal mese di aprile. Nessuno era purtroppo a conoscenza della problematica. Infatti, gli uffici operativi della Soup l’hanno scoperto proprio tramite i militari.
Altro particolare riscontrato è stato il fatto che le zone in cui il bambino di 8 anni e la donna 56enne sono scomparsi, ossia Barbara e Castellone di Suasa, non erano a rischio inondazioni o frane. Ciò vuol dire che gli enti responsabili non avevano aggiornato adeguatamente il piano idrogeologico.