Giorgia Meloni è intervenuta in aula alla Camera con il suo primo discorso da presidente del Consiglio. Le parole chiave della prima premier donna.
Questo pomeriggio la votazione della fiducia per il governo Meloni alla Camera, domani tocca al Senato. Cosa ha detto Giorgia Meloni nel suo primo intervento da premier. Tanti i temi trattati, e le parole chiave, da “Europa” ad “aborto”, fino a “immigrazione”, “diritti civili” e “underdog”.
La sente la responsabilità Giorgia Meloni, di essere la prima presidente del Consiglio donna del nostro Paese e della nostra storia. Lo ha detto nel suo discorso alla Camera la leader di FdI, a capo del governo ormai in forma ufficiale, per assicurarsi la fiducia in aula – che verrà votata quest’oggi alle 19:00.
Inizio un po’ titubante per la premier visibilmente emozionata, che ricorda i suoi interventi passati in altre vesti, e che parte ringraziando i colleghi della maggioranza, tutti i partiti, e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per i suoi consigli dopo la vittoria delle elezioni.
Tra le tante parole chiave utilizzate da Giorgia Meloni compare “immigrazione“, e ancora “aborto“, “famiglia” e “diritti civili“. A metà del suo discorso la premier si sofferma su quei temi socialmente sensibili, chiamando la famiglia come “nucleo primario della società”, e promettendo che il centrodestra non limiterà mai la libertà.
Anche sul tema dell’aborto, e per quanto riguarda gli altri diritti civili: “Combattere razzismo e antisemitismo, e non ho mai provato simpatica per alcun regime, fascismo compreso“.
Non si cambia idea nemmeno sull’immigrazione, e in Italia “si deve entrare legalmente” sottolinea la Meloni.
Un’Italia, quella meloniana, assolutamente dentro l’Europa e pronta a lavorare al fianco degli altri Paesi: “Dentro le istituzioni europee. Perché è questo il luogo in cui l’Italia farà sentire forte la sua voce, come una grande nazione fondatrice“.
Al discorso di oggi seguirà il dibattito, e la votazione della fiducia al nuovo governo Meloni. La premier ha indicato tutti i passaggi del suo nuovo Esecutivo, per la votazione della fiducia di questo pomeriggio, mentre ha già depositato quello per il Senato che invece dovrà votare la fiducia nella giornata di domani.
Fiducia per un governo che Giorgia Meloni ha chiamato “underdog“, termine inglese per indicare gli sfavoriti che poi riescono contro pronostico a spuntarla. “Ho sempre rappresentato l’underdog, che stravolge i pronostici, e intendo ancora farlo” promette la premier.
Tra i tanti temi trattati, oltre ai ringraziamenti a Mattarella e a Draghi, Giorgia Meloni ha posto l’accento sulla crisi energica, tema sul quale promette importanti misure. Non risparmia il conflitto in Ucraina la Presidente del Consiglio, che parla della guerra come aggravante di una situazione economico mondiale già molto difficile.
I costi per le imprese sono diventati insostenibili, continua nel suo discorso, e anche per il lavoratori, ma la libertà del popolo uccidano non si può barattare con la tranquillità della nostra gente. Un discorso importante, e coerente con la linea tenuta anche pre campagna elettorale.
Rimane il fatto che – nonostante la volontà di non cedere ai ricatti di Putin – i futuri aumenti dell’energia chiamano a contromisure immediate. Ecco perché non si manderà in fumo il lavoro dei predecessori – con alcuni membri draghiani già all’eterno del nuovo governo.
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