Il Consiglio dei Ministri si è riunito mercoledì 7 ottobre a Palazzo Chigi per dare l’approvazione definitiva alle nuove norme da applicare nella battaglia contro Covid-19. Oltre a confermare la proroga allo stato d’emergenza, ora in vigore fino al 31 gennaio, argomento di discussione cruciale sono stati i sistemi di protezione individuale, le mascherine. Ecco quali sono le vecchie norme riconfermate e le nuove regole da seguire.
Il decreto, approvato alla presenza del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, introduce l’obbligo di avere con sé la mascherina sia all’aperto che al chiuso, ad esclusione del caso in cui “sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi“. Vale a dire che l’obbligo è effettivo ogni qual volta ci sia un contatto con una persona estranea al nucleo familiare, con cui non si condivide l’abitazione.
Fino a ieri la regola si imponeva esclusivamente “nei luoghi chiusi accessibili al pubblico”, il nuovo testo prevede invece che la mascherina debba essere indossata “più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private“. Walter Ricciardi, dell’Istituto Superiore di Sanità e consigliere del ministero della Salute, ha specificato: “Esclusa casa propria al chiuso bisogna indossarla sempre quando non si può rispettare il metro di distanza, in fabbrica come a un ricevimento in villa“.
Sul luogo di lavoro, identificato sotto l’etichetta di “attività economiche, produttive, amministrative e sociali” dal decreto, i protocolli già in vigore permangono. Le mascherine qui erano già obbligatorie nell’impossibilità di mantenere una distanza di almeno un metro.
In questi luoghi, escluso il momento di consumare il pasto o la bevanda, e sempre rimanendo seduti al tavolo, la mascherina va indossata. Quindi, anche per bar e ristoranti le regole sono immutate.
Riconfermati senza variazioni i protocolli nazionali in vigore per le scuole: nessun obbligo quando gli studenti sono seduti al banco, purché ci sia la distanza di sicurezza.
Mentre sui mezzi di trasporto pubblici la regola era già effettiva: mascherina sì, sulle auto private, invece, il nuovo decreto non dà specifiche. Si potrebbe dedurre, in quanto luoghi chiusi accessibili al “pubblico” (ossia i non conviventi), che le mascherine siano obbligatorie anche all’interno dell’abitacolo.
Alcune deroghe sono state mantenute, come in precedenza, bambini al di sotto dei sei anni, chi fa attività sportiva (sia all’aperto che al chiuso) e persone con patologie incompatibili con l’uso dei sistemi di protezione individuale, saranno quindi esonerati.
Per chi infrangesse le regole saranno applicate ammende dai 400 ai 1.000 euro.
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