L’incidente mortale è avvenuto nella notte sul lungomare di Napoli mentre Elvira, la ragazza coinvolta, stava attraversando la strada.
A investire la trentaquattrenne è stata una motocicletta che sfrecciava a gran velocità in una zona definita, dal consigliere regionale di Europa Verde Emilio Borrelli: “Pericolosissima”.
Si chiama Elvira Zriba, la trentaquattrenne uccisa da un pirata della strada la scorsa notte in via Caracciolo, nei pressi dei pontili SNAV, sul lungomare di Napoli. Stando alle prime ricostruzioni, la ragazza stava attraversando la strada all’altezza del civico 10 quando è stata travolta da una motocicletta guidata da un ragazzo.
I testimoni presenti a quell’ora della notte, quando erano quasi le quattro, hanno detto di aver visto il motociclista fare impennare la moto mentre sfrecciava ad altissima velocità. Secondo le prime ricostruzioni il mezzo, dopo aver colpito a Elvira, ha proseguito la sua corsa per più di cinquecento metri prima di perdere forza cinetica.
Sul mezzo a due ruote viaggiava anche un’altra persona sul sedile posteriore, una ragazza. Entrambi gli occupanti della motocicletta non indossavano il casco e nell’impatto sono rimasti feriti. Ad avere la peggio però, è stata la ragazza di trentaquattro anni che è stata trasportata d’urgenza all’ospedale San Paolo ma non è sopravvissuta alle ferite causate dall’incidente.
Gli altri due feriti, il centauro e la ragazza che era con lui e che ha riportato ferite lievi, sono stati trasportati dai soccorsi del 118 all’Ospedale dal Mare e al Caldarelli. Sul luogo dell’episodio sono intervenute anche le forze dell’ordine per effettuare i rilievi necessari a stabilire la dinamica certa dell’incidente. Le indagini sono condotte dalla Polizia municipale al fine di stabilire quali sarebbero le responsabilità finali del ragazzo che guidava la moto.
Una crudele coincidenza ha unito Elvira Zriba con la scomparsa di suo fratello Mustafha. Il ragazzo trentaseienne, infatti, era morto nel dicembre del 2021 travolto anche lui da un pirata della strada mentre stava passeggiando con la sua bicicletta elettrica. Il ragazzo aveva una moglie e due bambini.
Chi gli ha tolto la vita è scappato senza prestargli soccorso ed è stato arrestato qualche giorno dopo. In quella occasione era stata organizzata una fiaccolata per ricordare la sua memoria. Ma Mustafha non è stato dimenticato: vive in quelle persone a cui sono stati donati i suoi organi.
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